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L’arte della chirurgia estetica per l’armonia di corpo e anima.

In una società che sembra spingere sempre più verso la continua ricerca della bellezza, il ricorso di donne, uomini e giovani alla chirurgia estetica è sempre più diffuso. E, se le motivazioni alla base possono essere le più disparate, il comune denominatore che spinge a rivolgersi al chirurgo plastico ed estetico è certamente di natura psicologica.

Non solo semplice risposta alla ricerca di bellezza in sé: la chirurgia estetica ha a che fare con il corpo e con l’anima di ogni paziente.

Qual è allora il ruolo del chirurgo estetico? Cosa può o non può fare la chirurgia plastica ed estetica per ciascun paziente?

È a queste domande che desideriamo dare risposta.

Al contrario di quanto avviene in chirurgia ricostruttiva, che risponde alla delicata e spesso urgente necessità di ricostruire parti del corpo lese da traumi o malattie, ciò che generalmente spinge ad avvicinarsi alla chirurgia estetica non è tanto l’esigenza reale di correggere un difetto fisico. Il motivo è più un malessere psicologico provocato dal peso dell’inestetismo e dall’incapacità di accettarsi e amarsi nonostante esso. E poco importa se la percezione degli altri non è così tremenda: se una donna o un uomo decidono di chiedere aiuto al chirurgo, un problema c’è e può dirsi reale, quantomeno nella testa del potenziale paziente.

Ecco perché il lavoro di un chirurgo plastico esperto ha molto a che fare anche con la psicologia, tanto in chirurgia ricostruttiva quanto in chirurgia estetica. E la scelta del chirurgo giusto è di fondamentale importanza per ogni paziente.

Serve amore per il proprio lavoro, eccellente preparazione, esperienza, precisione e affidabilità. Ma bisogna altresì saper capire le motivazioni e le aspettative del paziente, creare un feeling empatico. Non ci si può fermare alle richieste, bisogna interpretarle e indirizzarlo verso la scelta più giusta per lui/lei. È questo il segreto per la buona riuscita di un intervento, anche dal punto di vista psicologico.

Senza sfociare in eccessi o ossessioni, senza inseguire uno sterile desiderio di assomigliare a qualcun altro, senza alimentare pericolose aspettative irrealistiche.

Migliorare, non stravolgere.

La chirurgia estetica non può cambiare radicalmente la vita e di certo non va considerata la chiave per la felicità ed il successo. Ma può aiutare a scoprirsi migliori e amarsi di più. E può restituire l’autostima e la sicurezza perse, migliorando il rapporto con se stessi e con gli altri.

In questo senso, l’arte della chirurgia estetica, effettuata da un professionista competente e attento, può essere considerata una “piccola cura per il corpo e per l’anima”.

Sempre, senza mai dimenticare che siamo molto di più che un’immagine riflessa allo specchio.

 

Dr. Med. Martino Meoli chirurgo plastico, estetico e ricostruttivo Lugano.

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